Quelli che hanno detto “Perché No?” Crociera per sbaglio.

“Una crociera? Ma che schifo.”
“È una cosa da ricchi.”
“Preferirei chiudermi in ascensore con un venditore di enciclopedie.”

Ecco, vi sento già.

Devo ammettere che in parte avete anche ragione. Però, a mia discolpa, posso dire che sono partita con gli amici, abbiamo diviso una cabina quadrupla come dei veri studenti universitari in cerca di sopravvivenza economica e, soprattutto, il nostro pacchetto includeva i drink illimitati.

E quando ti dicono “drink illimitati”, il cervello smette immediatamente di elaborare qualsiasi altra informazione.

Ma partiamo dall’inizio.

Come tutte le grandi scelte sbagliate della vita, questa è nata da un mix esplosivo. Un po’ come le Superchicche, solo che al posto di zucchero, cannella e ogni cosa è bella c’erano:

  • cibo;
  • alcol;
  • amici con la stessa capacità decisionale di un procione davanti a un cassonetto aperto.

Dopo ore di ricerche e svariate bevute, la domanda è sorta spontanea:

“Ma una crociera nel Mediterraneo che passa da Ibiza… la prenotiamo?”

E soprattutto:

“Ma una cabina quadrupla la prendiamo perché siamo poveri?”

La risposta, ovviamente, è stata sì.

Partenza: 31 maggio.
Ritorno: 7 giugno.

Tappe:
Civitavecchia, Savona, Marsiglia, Barcellona, Ibiza, Palermo e ritorno a Civitavecchia.

Praticamente un tour organizzato dal caos.

Pro e contro della crociera

Pro:

  • Puoi portarti dietro praticamente tutto il guardaroba.
  • Ogni sera c’è una festa a tema.
  • I cocktail sono inclusi.

Contro:

  • Hai una sola bottiglietta d’acqua gratis al giorno.
  • Non puoi portare la piastra.
  • Non puoi portare il phon.

Prima che qualcuno si indigni nei commenti: lo so perfettamente che piastra e phon sono vietati per motivi di sicurezza. Non sto criticando nessuno. Sto solo sottolineando che puoi bere dodici cocktail tropicali ma non lisciarti la frangia. Tutto qui.

Giorno 1 – L’imbarco

Finalmente arriva il giorno della partenza.

Sole splendente.
Caldo perfetto.
Entusiasmo alle stelle.

Saliamo a bordo e, ovviamente, la prima cosa che facciamo non è cercare la cabina.

No.

Andiamo al bar.

Primi quattro cocktail di una lista che si sarebbe rivelata sorprendentemente lunga.

Subito dopo ci tocca partecipare all’esercitazione di sicurezza, quella in cui ti spiegano dove andare con il giubbotto di salvataggio nel caso la vacanza si trasformi improvvisamente in un remake del Titanic.

Piccola delusione: non esiste più la storia del “prima donne e bambini”.

Grande sollievo: ci hanno assicurato che le scialuppe bastano per tutti.

Finita l’esercitazione, ci dirigiamo verso la piscina.

E qui scopriamo la prima grande verità della crociera:

le scialuppe bastano per tutti.

Le sdraio no.

Dopo una lotta degna di Hunger Games riusciamo comunque a conquistare dei posti vista mare e ci avviciniamo finalmente alla piscina.

Seconda grande verità della crociera:

la piscina è minuscola.

Minuscola rispetto alle persone presenti.

Più che una piscina sembrava un esperimento sociale.

Sopra c’era una jacuzzi che, per prestigio e difficoltà di accesso, rappresentava praticamente il Santo Graal della Costa.

Esisteva anche una zona riservata agli adulti.

Indovinate dove siamo finiti?

Esatto.

In mezzo a cinquanta bambini iperattivi che, giustamente, volevano giocare.

Dopo questa esperienza spirituale decidiamo di andare a pranzo.

Alle 16.

Perché evidentemente eravamo ancora regolati sul fuso orario dei cocktail.

Buffet molto buono, posti all’esterno praticamente inesistenti, ma a quel punto avremmo mangiato anche seduti per terra.

La sera passa tra cena, discoteca e ulteriori cocktail che, ci tengo a ricordarlo, erano gratis.

Dopo qualche salto in pista torniamo in cabina.

Tra valigie che cadevano da sole e misteriosi colpi provenienti dalla parete della camera, riusciamo finalmente ad addormentarci.

Giorno 2 – Savona

La sera precedente avevamo ordinato la colazione in camera.

Perché per una mattina volevamo sentirci ricchi.

Spoiler: ci siamo sentiti ricchi per circa otto minuti.

Dopo esserci preparati scendiamo a visitare Savona.

Passeggiamo per il centro, entriamo nel Duomo di cui purtroppo non ricordo il nome (Dio mi perdoni), compriamo calamite e io acquisto due mucche in vetro che mi ricordavano tantissimo quelle del presepe che facevo da bambina.

Poi entriamo da Tiger.

Perché?

Non lo so.

Ma ne usciamo con una mystery bag contenente un cerchietto di Capodanno 2021 e dei palloncini con scritto “Follow Me”.

Soldi spesi benissimo.

Prima di rientrare sulla nave ci fermiamo per un aperitivo veloce.

Che, nella nostra lingua, significa semplicemente “un altro giro”.

il poeta del rione nuovo supereroe prefe

Poi finalmente pranzo.

Ancora.

Sì, abbiamo mangiato in continuazione.

Tra l’altro vi segnalo che con noi c’era una ragazza celiaca e si è trovata molto bene: i pasti dedicati venivano preparati separatamente e il servizio è stato davvero ottimo.

Dopo pranzo decidiamo di dare una seconda possibilità alla piscina.

Errore.

Stessa situazione del giorno prima.

Forse peggio.

L’unica vera soddisfazione è stata trovare un punto perfetto per fare foto spettacolari.

A proposito…

Menzione d’onore ai fotografi Costa

Vi compariranno davanti ovunque.

Colazione? Fotografo.
Passeggiata? Fotografo.
Respiri? Fotografo.

Le foto poi costano più o meno quanto un organo interno, però una cosa devo dirla:

chiedete che filtri usano.

Perché riusciranno a farvi sembrare bellissimi anche dopo tre giorni di buffet e cocktail.

La sera ceniamo nel nostro ristorante di riferimento, con un menù molto vario e davvero niente di cui lamentarsi.

Poi silent disco.

Poi nanna.

Perché il giorno successivo ci attendeva una missione importantissima:

svegliarci all’alba per ammirare l’arrivo a Marsiglia.

Avevamo messo le sveglie.
Avevamo fatto programmi.
Avevamo promesso di alzarci.

Spoiler:

non ci siamo alzati.

 

Dai regaz, che ve lo dico a fare…

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